In lettura: Vicolo del Mortaio

In lettura c’è Vicolo del Mortaio di Nagib Mahfuz.

Di questo autore, considerato uno dei (se non il) massimo esponente della letteratura araba, è il primo romanzo che leggo.

E voi? Avete mai letto questo o altri libri di Mahfuz?

INCIPIT: Il tramonto si annunciava e il Vicolo del Mortaio andava coprendosi di un velo bruno, reso ancora più cupo dalle ombre dei muri che lo cingevano da tre lati. Si apriva sulla Sanadiqiyya e poi saliva, in modo irregolare: una bottega, un caffè, un forno.

J. Coe – Disaccordi imperfetti

È il primo libro di Coe che leggo e probabilmente anche l’ultimo.

Disaccordi imperfetti è una raccolta di 8 racconti, 5 autonomi e 3 legati tra di loro.

Hanno tutti in comune una certa tristezza mista a malinconia, una forte tendenza al passato.

Ma l’elemento che più li accomuna è la casualità, l’idea di un destino che poteva essere diverso.

Il libro si apre con la nota dell’autore che ci introduce alla cronologia e alle commissioni dei vari racconti.

Il primo, Nona e Tredicesima, è l’unico che mi è piaciuto e che mi aveva fatto ben sperare. È la storia di una fantasia nata dopo un incontro fortuito tra una donna e un pianista di pianobar, un “cosa sarebbe successo se” con un bel parallelismo tra vita e musica, tra le scelte che facciamo e il modo in cui costruiamo o risolviamo gli accordi.

I restanti 7 li ho trovati monotoni e noiosi. Se pure c’era qualche spunto interessante è stato vanificato dal format del racconto.

Autore: Jonathan Coe

Titolo: Disaccordi imperfetti

Titolo Originale: Loggerheads and other stories

Traduttore: Delfina Vezzoli

Editore: Universale economica Feltrinelli

Haul libresco

Approfittando della scorsa promozione delle spese di spedizione gratis di Libraccio ho preso quattro libri usati.

  • La Vita Quotidiana In Russia Al Tempo Dell’ Ultimo Zar, di Henri Troyat. Ho scoperto questo libro grazie alla recensione di una ragazza su instagram e, da appassionata di storia e cultura russa, quando l’ho trovato usato non potevo lasciarmelo scappare
  • Zarine, di Henri Troyat
  • Pappagalli Verdi, di Gino Strada
  • Il Libraio Di Selinunte, di Roberto Vecchioni, del quale amo le canzoni e spero di amare anche la prosa

Ne avete letto qualcuno? Pareri?

In lettura: Disaccordi imperfetti

Dopo l’ennesimo libro delusione, il secondo di fila, e un pacco Libraccio in ritardo di una settimana, mi sono buttata su Coe, che dovrebbe essere una garanzia.

Fino a ora, a parte uno dei racconti che non mi è proprio piaciuto, devo dire che sta scorrendo bene.

Certo, rimane il mistero della totale divergenza tra il titolo originale e la traduzione italiana.

Avete letto questa raccolta di racconti?

O qualcos’altro di questo autore?

Haul

Lo ammetto, mi lascio tentare ogni anno dalla promozione Feltrinelli 2 libri a 9,90

Questa volta però ho avuto difficoltà perché i titoli proposti o non erano di mio gusto, o li avevo già letti.

Quando credevo ormai di uscire sconfitta mi è caduto l’occhio su Shotgun Lovesongs, nascosto sotto un altro libro.

La trama mi attirava molto così come l’ambientazione e ho cercato un altro libro da abbinarci.

La scelta è caduta su Mahfuz, del quale avevo letto solo qualche estratto in giro per il web.

Voi?

Vi siete lasciati tentare?

Mi sono persa qualche titolo che invece meritava?

Haul

Con le scorse spedizioni gratuite di Feltrinelli ho preso questi tre remainders

I Miserabili di Hugo, perché non ho mai letto niente di questo autore, e poca letteratura francese in generale ed è arrivato il momento di rimediare.

Gli altri due, Jossel Wassermann torna a casa di Hilsenrath e Ballata per la figlia del macellaio di Manseau per continuare il periodo letteratura ebraica che ho iniziato con Singer e mi sta appassionando molto.

Ora bisogna solo scegliere da quale iniziare 🙂

Ne avete letto qualcuno?

Consigli? Pareri?

F. Dostoevskij – Le notti bianche

E vi rammaricherete che la bellezza di un istante sia appassita così in fretta, in modo così irrevocabile, che sia balenata davanti ai vostri occhi così futile e ingannevole, vi rammaricherete di non aver nemmeno avuto il tempo di innamorarvi di lei …

F.Dostoevskij – Le notti bianche

Durante una delle notti bianche, quando il sole tramonta dopo le 22, in una San Pietroburgo quasi deserta, il giovane protagonista senza nome, durante una lunga passeggiata si imbatte, sul lungofiume, in una giovane fanciulla, Nasten’ka. Per quattro notti, i due si confidano l’un con l’altra, come si può fare solo con gli sconosciuti.

Il Dostoevskij più lirico tratteggia benissimo i due personaggi: Nasten’ka ha, da un lato, l’ingenuità e i tentennamenti tipici della gioventù, ma dall’altro ha la quasi contraddittoria risolutezza e determinazione anch’essa tipica degli adolescenti.

Il protagonista maschile è un sognatore, dotato di fervida immaginazione, un solitario incapace di vivere la realtà da rifugiarsi costantemente nei suoi pensieri, un uomo talmente bisognoso di avere qualcuno accanto da essere disposto ad accettare un amore parziale.

È un romanzo sulla solitudine, sull’illusione e la disillusione, sul sogno contrapposto alla realtà, enfatizzato dalla suddivisione non in capitoli ma in notti.

La collocazione temporale notturna è quasi magica, onirica, perché la notte è il momento del sogno, ma è incredibilmente bianca, luminosa, morbida.

Il mattino, che conclude il romanzo, è duro, crudele, brutale, spazza via il sogno e riporta alla realtà.

Sebbene non sia il mio preferito fra i romanzi di Dostoevskij, mi ha colpita abbastanza e si è lasciato leggere con piacere.

Se però assecondiamo la teoria per cui c’è un momento per ogni libro, bé, un paio di anni fa queste poche pagine mi avrebbero devastata. Rimandate quindi la lettura se avete il cuore infranto.

Un unico appunto mi sento di farlo alla curatrice e traduttrice, Serena Prina, che nella postfazione spiega di aver scelto di relegare tutte le note alla fine per rispettare la fluidità e la musicalità del testo. Io però ho bisogno di leggere le note contestualmente alla lettura del testo, e quindi, dovendo andare sempre a fine libro, la lettura risulta frammentata.

L’edizione Feltrinelli aggiunge anche “La cronaca di Pietroburgo” 5 feuilleton di argomento mondano, dei quali ho però apprezzato solo l’ultimo, sul carattere del sognatore, perfetta conclusione del romanzo appena letto.