Almanacco libroso dell’8 gennaio

L’8 gennaio 1921 nasce a Racalmuto, provincia di Agrigento, Leonardo Sciascia.

Politicamente impegnato, dotato di un enorme spirito critico, ha saputo descrivere come pochi le contraddizioni della sua isola.

La sua isola è anche la mia e per questo il mio rapporto con Sciascia è molto conflittuale.

Gli riconosco il merito di aver fatto capire, attraverso le sue opere, ai non siciliani soprattutto, che la mafia non è solo l’ammazzatina eclatante o l’appalto truccato, ma qualcosa di profondamente radicato nel modo di essere, di parlare, di agire nella vita di tutti i giorni.

Che certi atteggiamenti non appartengono solo ai criminali ma possono (ahimè) essere riscontrati anche nell’onesto vicino di casa.

Non gli ho mai perdonato, invece, quell’odiosa esternazione nei confronti di Borsellino e quella (per me sbagliatissima) “lotta” alla magistratura antimafia.

Discorso complesso e poco adatto a queste pagine quindi non mi addentrerò oltre.

Riconosco che Sciascia sia uno dei giganti del 900.

Io, però, non riesco ad amarlo.

Almanacco libroso del 6 gennaio

Il 6 gennaio del 1883 nasce a Bsharre, Libano, Khalil Gibran.

In Libano non ricevette alcuna educazione formale, frequentò la sua prima scuola negli Stati Uniti, dove emigrò con la madre e i fratelli a seguito dell’incarcerazione del padre per peculato.

Quasi tutta la sua produzione ha come tema la spiritualità.

Nella mia libreria c’è solo “Il Profeta”, comprato da adolescente su una bancarella.

Sono vent’anni che prende polvere in libreria, non sono mai riuscita a leggerne più di poche pagine e non mi viene mai la voglia di riprenderlo in mano.

Non sono una persona religiosa, non sono spirituale e non sono confusa circa la mia identità e il mio posto nel mondo e probabilmente questo mi porta a non capire o apprezzare a pieno questo libro.

Ditemi che non sono la sola, ditemi che anche voi non siete riusciti a finirlo.

Almanacco libroso del 5 gennaio

Il 5 gennaio del 1963 nasce ad Arsita, provincia di Teramo, Donatella di Pietrantonio.

Dentista pediatrica, esordisce nel 2011 con “Mia madre è un fiume”.

Con il romanzo del 2013, “Bella mia” è candidata al Premio Strega e vince il Premio Brancati.

Con il suo terzo romanzo “L’arminuta”, del 2017, vince il Premio Campiello e il Premio Napoli.

Nella mia libreria c’è solo “L’arminuta” in questa brutta edizione Mondadori uscita in edicola quest’estate.

Amando molto gli scrittori profondamente radicati nel territorio d’origine e che a questo dedicano ampio spazio nei loro spazio nei loro libri, conto di recuperare quanto prima gli altri due.

Da quale mi consigliate di iniziare?

Almanacco libroso del 1° gennaio

Oggi, 1° gennaio, mi sembra il giorno perfetto per inaugurare una nuova rubrica: l’ almanacco libroso dei giorno!

Il 1° gennaio 1897 nasce a Londra, da agiata famiglia borghese, Edward Morgan Forster.

Molto istruito, scrisse 7 romanzi di cui uno incompiuto, racconti, commedie e saggi letterari.

Quattro dei suoi romanzi (Casa Howard, Camera con vista, Passaggio in India, Maurice) sono stati trasposti cinematograficamente.

Nella mia libreria c’è solo Casa Howard, letto quasi 11 anni fa.

Pubblicato nel 1910 è la storia di tre famiglie diverse per educazione ed estrazione sociale, i cui destini e le cui vicende finiscono per intrecciarsi a causa del cottage di campagna che da il nome al libro.

Lo avete letto?

Wrap up di fine anno

Lettori, lettrici, buon ultimo dell’anno.

Il 31 dicembre è il momento per il bilancio libroso, parecchio scarso questo 2019.

Dopo aver beccato 2/3 libri brutti di seguito ho avuto, dalla primavera in poi, il blocco del lettore. Che non ho ancora superato.

Sul comodino ho “Albina o il popolo dei cani” di Jodorowsky, che conto di finire nel pomeriggio.

Ma bando alle ciance, ecco il wrap up:

Tra i libri BELLI del 2019 ci sono:

  • ho iniziato l’anno con “Cecità” di Saramago, libro duro e bellissimo che mi ha inquietata e fatta riflettere a lungo. E ha alzato di molto l’asticella per i libri a venire.
  • “Storia di una ladra di libri” di Zusak, che ho iniziato a leggere con una putna di scetticismo e invece si è rivelato bello e commovente.
  • Terzani, con “In Asia” è sempre una garanzia. Interessantissimo e scritto benissimo.
  • “Appalermo, Appalermo” di Loforti mi ha fatto morire dal ridere.
  • ne “I funerali della Mamá Grande” di García Márquez c’è l’embrione di Cent’anni di solitudine.

Tra i libri MEH del 2019 ci sono:

  • “L’autobiografia” di Eric Clapton. Libro onesto, scritto discretamente, interessante e piacevole.
  • “Disaccordi imperfetti” di Coe mi ha un po’ delusa. I primi racconti non mi sono piaciuti per niente, dopo migliora.
  • “Zarine” di Troyat è molto interessante ma a tratti confusionario.

Tra i libri NO del 2019 ci sono:

  • “La sorella di Mozart” di Charbonnier, un no deciso.
  • “Jossel Wassermann torna a casa” di Hilsenrath idem
  • “Vicolo del mortaio” di Mafhuz è stata una grandissima delusione. Avevo aspettative altissime purtroppo disattese.
  • “L’amante di Lady Chatterley” di Lawrence è tremendo, una noia mortale. Le pagine più “pruriginose” sono terribili e i personaggi odiosi.

Ne avete letto qualcuno? Concordate o discordate?

Com’è andato il vostro 2019 libroso?

Libri in edicola

Allegati alla rivista Donna Moderna ci saranno 10 libri, di autrici donne, a 7,90€

Il primo, già in edicola, è L’Arminuta di Donatella Di Pietrantonio. Da tanto volevo leggerlo e mi sono lasciata tentare, nonostante la copertina orrenda, di una bruttezza indicibile.

Penso che acquisterò soltanto altri due libri della collana, Accabadora della Murgia e La più amata della Ciabatti, gli altri titoli non mi attirano per nulla.

In lettura: Vicolo del Mortaio

In lettura c’è Vicolo del Mortaio di Nagib Mahfuz.

Di questo autore, considerato uno dei (se non il) massimo esponente della letteratura araba, è il primo romanzo che leggo.

E voi? Avete mai letto questo o altri libri di Mahfuz?

INCIPIT: Il tramonto si annunciava e il Vicolo del Mortaio andava coprendosi di un velo bruno, reso ancora più cupo dalle ombre dei muri che lo cingevano da tre lati. Si apriva sulla Sanadiqiyya e poi saliva, in modo irregolare: una bottega, un caffè, un forno.

J. Coe – Disaccordi imperfetti

È il primo libro di Coe che leggo e probabilmente anche l’ultimo.

Disaccordi imperfetti è una raccolta di 8 racconti, 5 autonomi e 3 legati tra di loro.

Hanno tutti in comune una certa tristezza mista a malinconia, una forte tendenza al passato.

Ma l’elemento che più li accomuna è la casualità, l’idea di un destino che poteva essere diverso.

Il libro si apre con la nota dell’autore che ci introduce alla cronologia e alle commissioni dei vari racconti.

Il primo, Nona e Tredicesima, è l’unico che mi è piaciuto e che mi aveva fatto ben sperare. È la storia di una fantasia nata dopo un incontro fortuito tra una donna e un pianista di pianobar, un “cosa sarebbe successo se” con un bel parallelismo tra vita e musica, tra le scelte che facciamo e il modo in cui costruiamo o risolviamo gli accordi.

I restanti 7 li ho trovati monotoni e noiosi. Se pure c’era qualche spunto interessante è stato vanificato dal format del racconto.

Autore: Jonathan Coe

Titolo: Disaccordi imperfetti

Titolo Originale: Loggerheads and other stories

Traduttore: Delfina Vezzoli

Editore: Universale economica Feltrinelli

Haul libresco

Approfittando della scorsa promozione delle spese di spedizione gratis di Libraccio ho preso quattro libri usati.

  • La Vita Quotidiana In Russia Al Tempo Dell’ Ultimo Zar, di Henri Troyat. Ho scoperto questo libro grazie alla recensione di una ragazza su instagram e, da appassionata di storia e cultura russa, quando l’ho trovato usato non potevo lasciarmelo scappare
  • Zarine, di Henri Troyat
  • Pappagalli Verdi, di Gino Strada
  • Il Libraio Di Selinunte, di Roberto Vecchioni, del quale amo le canzoni e spero di amare anche la prosa

Ne avete letto qualcuno? Pareri?